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10^ Edizione Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea
"Abissi - Città di Venezia" 2017
  • Inaugurazione
  • Cerimonia di Apertura
  • 7 Ottobre 2017
  • Museo di Storia Naturale
  • Premiazione
  • Cerimonia di Chiusura
  • 28 Ottobre 2017
  • Museo di Storia Naturale
Abissi - Underwater Photo Venice
Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea "Abissi - Città di Venezia" - 2017
Ph. Davide Lopresti
Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea "Abissi - Città di Venezia" - 2017
International Underwater Photography Contest - "Abiss - City of Venice" - 2017
Ph.Barbara Camassa
Abissi - Underwater Photo Venice
Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea "Abissi - Città di Venezia" - 2017
Ph.Massimo Zannini
Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea "Abissi - Città di Venezia" - 2017
International Underwater Photography Contest - "Abiss - City of Venice" - 2017
Ph.Maurizio Pasi

Dal 25 al 30 giugno 2015 si è svolta una campagna di ricerche subacquee nei fondali delle Isole Eolie. Un team di scienziati ed esperti sotto la direzione del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa - grazie alla collaborazione tra Soprintendenza del Mare, Aurora Trust Foundation e U-Boat Worx - ha esplorato tre relitti profondi già individuati da Aurora Trust nel 2009 e nel 2010.

Trovandosi a quote profonde, proibitive per la subacquea tradizionale, sono state effettuate immersioni con un sommergibile dell’olandese U-Boat Worx che ha consentito l’investigazione dei relitti con particolare dettaglio. Per la prima volta – dichiara Tusa – vengono indagati questi relitti che si trovano ad oltre cento metri di profondità, attraverso l’ausilio di mezzi tecnologicamente avanzati e particolarmente indicati per le indagini dirette con un archeologo a bordo”. Dei relitti rimane visibile lo spettacolare carico di centinaia di anfore, rimaste sul fondo per oltre duemila anni.

Dai fondali del Mediterraneo orientale spuntano relitti di imbarcazioni romane

Di fronte alle coste di Elaiussa Sebaste, in Turchia, il team di archeologi della Sapienza porta alla luce nuovi reperti...

Alle attività subacquee hanno partecipato i sommozzatori dei gruppi ARGO e CLODIA

Durante l’ultima campagna di scavo in Turchia il team della missione archeologica della Sapienza, diretta da Eugenia Equini Schneider, ha svolto sui fondali del Mediterraneo orientale una campagna di ricerche subacquee che hanno consentito importanti e interessanti ritrovamenti. Di fronte al promontorio di Elaiussa, nella provincia turca di Mersin, sono state localizzati giacimenti sommersi da collegare a  due relitti di navi, l’una di età imperiale romana e l’altra risalente al VI-VII secolo d.C., con carichi di anfore e marmi.

Le ricerche, condotte per due settimane da un’equipe di 5 subacquei (2 archeologi e 3 tecnici), hanno consentito di localizzare e documentare numerosi reperti.

L'équipe dei sub! (Foto: Archivio Missione Sapienza)

Una barriera di blocchi di pietra tutti allineati, sembrano scogli da dove è possibile fare a gara di tuffi. E’ quel che resta oggi di un antico bacino portuale a San Marco di Castellabate, a sud del Golfo di Salerno.

Questo porto, di epoca romana, non lontano da quello moderno, era formato da due muraglioni laterali con un’apertura al centro dove ancora oggi, su un fondale di soli 6 metri, è ben piantata una torre completamente sommersa.

Gli studiosi rivelano che per costruire questo, come tanti altri porti del tempo, era necessario trasportare via mare, per mancanza di collegamenti terrestri utili, carichi enormi di materiale, che qualche volta andavano anche persi. Le vie del mare, in effetti, rappresentavano nell’antichità le più sviluppate vie di scambio e di commercio, non solo per quelle che furono poi le grandi città marinare, ma anche per i piccoli centri come San Marco. Terra fruttuosa di quei prodotti tipici che, pur non avendo allora tutta la pubblicità che hanno oggi, già spopolavano. Ne sono prova concreta i frammenti rinvenuti di anfore, unico contenitore conosciuto per provviste di olio, grano e vino.

In realtà la presenza di questo bacino era strategica in quel momento così come lo è adesso.

 

 

La piramide di detriti di pietra giace sui fondali alla bocca di Porto di Punta Sabbioni

RITROVATI I RESTI DEL CAMPANILE DI SAN MARCO

Furono sepolti in mare nel 1902 dopo il crollo, con un drappo funerario steso a coprirli

I resti cinquecenteschi dello storico campanile di San Marco, crollato il 14 Luglio 1902 riaffiorano dal fondo della laguna. E' una sorta di piramide a tronco di cono formata da detriti di centinaia di migliaia di mattoni del campanile gettati in acqua, quella che è stata identificata recentemente, nel corso di alcune immersioni subacquee nell'area antistante la bocca di porto di Punta Sabbioni.

 

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